Chi Sono

 

Fotografo da sempre, lo faccio ogni giorno come lavoro da circa trent’anni.
Ho la fortuna di svolgere un lavoro bellissimo, la condanna di far passare tutto nella mente da questa porta che è la fotografia.
Così, come una porta, vedo la fotografia nel mio vivere. A volte la porta è larga, facile, la fotografia è qualcosa di già conosciuto, una strada consueta, che mi incontra di nuovo.
Spesso la porta è stretta, seminascosta, è l’inaspettato, il sorprendente, la novità, la sfida, la scoperta, la provocazione, l’errore ed il ricominciare.
Sempre è la necessità, con le persone, di costruire un punto di contatto tra le anime, qualcosa che faccia brillare gli occhi…
E’ la sfida a catturare un attimo, un solo istante, uno sguardo, un particolare che racchiuda l’emozione e racconti il significato di un fatto.

“Quello che un buon fotografo deve cercare di fare è mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio.”

Ecco la famosissima frase del maestro Cartier-Bresson, ecco la linea-guida.

Un secondo binario, ma importante quanto il primo, è nella lettera che George Rodger, maestro tra i fondatori dell’agenzia Magnum Photos,
ha scritto a suo figlio che gli chiede di insegnargli a diventare un fotografo come lui:

Qualunque cosa tu vedi sul vetro smerigliato della tua Rolleiflex è realtà.
La fotografia è ciò che tu fai di essa. (…)
Credo che nessuno saprebbe consigliarti come imparare ad usare la realtà, tranne dicendoti di essere sempre onesto verso te stesso. (…)
E ovunque ti trovi, evita i trucchi. Una buona fotografia è basata sulla verità e sull’integrità.”

In sostanza, per me, rimane questo dello spirito che cerca una fotografia:
i fatti raccontati con sincerità ed integrità; la passione e la necessaria conoscenza, la “comprensione” di chi,
pur essendone partecipe, si stacca sufficientemente dalla realtà per poterla raccontare.

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